“Il matrimonio è la tomba dell’amore”: una frase che fa già venire l’orticaria. Per non parlare dei luoghi comuni che saltano fuori nel 90% delle conversazioni quando si ha un figlio (soprattutto nel caso del primo): “Vedrete, non avrete più tempo per voi come coppia”. “Il romanticismo? Sarà un ricordo lontano”. “Fate sesso adesso perché poi vedrete…”.
Ma è davvero così? No, se si prendono le cose con il giusto impegno. Se si decide come coppia che non è giusto lasciarsi indietro. Se ci si capisce e si è in sintonia abbastanza per non ascoltare questi stereotipi.
No, il matrimonio con figli non è la tomba dell’amore: basta fare più attenzione a ciò che ci sta attorno per capire che il romanticismo è ancora più grande quando arrivano dei figli
Gli stereotipi sono sempre pericolosi (e, secondo noi, ormai noiosi: non è ora di cambiare vento?). I più comuni riguardano il matrimonio, visto, anche nelle più squallide battute, come la tomba del sesso e dell’amore. Per non parlare di quando arrivano figli: lì le battutacce si sprecano. Ma è proprio vero tutto ciò che vogliono farci credere?
No, non è così. Ma è facile cadere nel tranello, perché, certo, è vero che la vita viene stravolta, che i tempi cambiano e che le priorità trovano un nuovo equilibrio. Ma in questo equilibrio il romanticismo c’è e l’amore si è moltiplicato. Basta prestare un briciolo in più di attenzione. Perché sarà in cose nuove che troveremo questo amore e questo romanticismo.
Lo troveremo ogni mattina nella quale ci svegliamo in una casa silenziosa, con i bimbi che dormono e il nostro compagno al nostro fianco, stretti in una coccola tranquilla che ci godremo ancora di più rispetto a prima.
Lo troveremo alla sera, anche solo per cinque minuti perché poi crolleremo, con i bambini a nanna e il letto (magari solo per un attimo!) tutto per noi.
E sarà anche in tutte le piccole cose: negli sguardi e nei baci rubati durante il giorno, nei messaggini. Ma soprattutto sarà in quelle cose che ci saremmo persi se non avessimo avuto figli, come la cura del nostro partner nei confronti dei bambini, quando magari non sa che stiamo guardando, o nell’ammirazione reciproca nel vedersi in questo nuovo ruolo, diverso da tutti quelli che abbiamo interpretato nella nostra vita.
Il romanticismo, insomma, non muore. Basta saperlo e basta volerlo. Basta cercare di ricordarsi sempre che si è una coppia oltre che genitori.
E se il timore è quello che l’amore non basterà per tutti, che i bambini si prenderanno un po’ di quello che prima era solo per il loro papà o per la loro mamma, non avete idea di come si moltiplicherà questo amore, diventando abbastanza per tutti. Perché è proprio da questo amore che una coppia fa nascere (nella pancia o nella mente!) un nuovo bambino.
Questo amore che sa trasformare una famiglia di due persone in un nucleo molto più grande è capace di espandersi, ed è così che lo dimostra. Diamogli fiducia, innanzitutto, ma cerchiamo anche di vederlo, cercarlo ogni giorno nelle piccole cose, scovarlo nei momenti più strani!
Giulia Mandrino