Quando facciamo la spesa cerchiamo sempre di scegliere “il fresco” rispetto al “conservato” poiché associamo questa parola a sostanze chimiche; ma bisogna fare delle accurate precisazioni in merito e occorre fare molta attenzione, sia al fresco che al conservato!
La principale funzione della conservazione è quella di ritardare il deterioramento degli alimenti (ossidazione, microrganismi...), di impedire le alterazioni del gusto o, in qualche caso, dell’aspetto, in generale di rendere più sicuri gli alimenti eliminando l’influenza dei fattori biologici (batteri, lieviti, muffe e tossine). Di conseguenza, molto spesso è fondamentale scegliere prodotti con conservanti per la nostra salute e sicurezza! Fonte: http://www.eufic.org/
I conservanti sono una particolare categoria di additivi.
Gli additivi alimentari sono sostanze deliberatamente aggiunte agli alimenti per svolgere determinate funzioni tecnologiche, ad es. per colorare, dolcificare o appunto, conservare
Tutti gli additivi alimentari sono identificati da un numero preceduto dalla lettera E, che indica che l’additivo è stato approvato dall’Unione Europea.
In Europa, ogni volta che gli additivi alimentari vengono impiegati negli alimenti, l’etichetta della confezione deve riportarne sia la funzione nel cibo finito (ad es. colorante, conservante, etc.) sia la sostanza specifica usata, utilizzando il riferimento E seguito da un numero (per esempio E415) oppure la denominazione ufficiale.
Gli additivi alimentari sono sostanze studiate e documentate sotto il profilo tossicologico e il loro uso è costantemente sotto il controllo di Organizzazioni Internazionali e Nazionali.
Per essi è fissata una DGA = la quantità di additivo che può essere ingerita giornalmente attraverso la dieta nell’arco di vita senza che compaiano effetti indesiderati nella preparazione e conservazione degli alimenti.È vietato di norma l’impiego di additivi alimentari negli alimenti per lattanti e per la prima infanzia compresi quelli per scopi medici speciali.
Tra gli additivi di origine naturale troviamo alcune vitamine e nutrienti importanti per la salute: la vitamina C, o ascorbato (E300) e i derivati (E301, E302,E303) sono utilizzati come antiossidanti; il licopene (E160d), presente nel pomodoro, le antocianine (E163), abbondanti nei frutti di bosco, la vitamina B2, o riboflavina (E101), e la curcumina(E100) sono invece usati come coloranti. Glutammato (E620) e glicina (E640), due amminoacidi presenti normalmente nelle proteine, vengono impiegati come esaltatori di sapidità, mentre l'acido citrico (E330), contenuto nei limoni, è un comune regolatore di acidità. Tra gli addensanti, troviamo la pectina (E440), che viene comunemente utilizzata anche nella cucina domestica. (fonte:eufic)
Tra gli additivi chimici invece abbiamo:
metterli sottoforma di tabella o box piuttosto che come elenco
COLORANTI (E100-E199): sono sostanze che conferiscono colore a un alimento o ne accentuano il colore originario.
CONSERVANTI: (E200-E290) sono sostanze che prolungano il periodo di conservazione dei prodotti alimentari proteggendoli dal deterioramento provocato dai microrganismi.
ANTIOSSIDANTI: (E296-E322) sono sostanze che prolungano il periodo di conservazione dei prodotti alimentari proteggendoli dal deterioramento provocato da reazioni chimiche che provocano l’irrancidimento dei grassi e la variazioni di colore
ACIDIFICANTI e CORRETTORI DI ACIDITA’(E325-E385): sono sostanze che modificano l’acidità di un prodotto alimentare
EDULCORANTI (E951-E1202): sono sostanze utilizzate per conferire un sapore dolce ai prodotti alimentari; possono anche essere commercializzati sotto forma di polvere o pastiglie per la dolcificazione degli alimenti da parte del consumatore.
EMULSIONANTI: sono sostanze che rendono possibile la formazione o il mantenimento di una miscela omogenea di due o più fasi immiscibili (es. olio e acqua) in un prodotto alimentare.
ADDENSANTI: sono sostanze che aumentano la viscosità dei prodotti alimentari.
GELIFICANTI: sono sostanze che danno consistenza ad un prodotto alimentare tramite la formazione di un gel
STABILIZZANTI: sono sostanze che permettono di mantenere lo stato chimico-fisico di un prodotto alimentare
AMIDI MODIFICATI: sono sostanze ottenute attraverso uno o più trattamenti chimici su amidi alimentari e servono per rendere più densi i prodotti alimentari.
ESALTATORI DI SAPIDITA’(E620-E637): sono sostanze che esaltano il sapore e/o la fragranza dei prodotti alimentari
Come regola generale, laddove siamo sicuri della provenienza e freschezza del prodotto e nel caso in cui questo venga consumato a breve, possiamo tranquillamente affidarci al fresco stando attenti al trasporto e alle temperature che raggiunge.
Quando invece posso aspettare mi conviene affidarmi ai conservanti, ricordandosi che anche qui c’è un limite perché se in eccesso possono essere dannosi per l’organismo.
Secondo me si possono citare questi siti di enti riconosciuti per permettere alle persone di approfondire questi temi che sono troppo vasti per essere trattati in due paginette ma meritano attenzione
Per approfondire:
http://www.airc.it/cancro/disinformazione/additivi-conservanti-alimentari/
http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/additives.htm
http://www.fda.gov/Food/IngredientsPackagingLabeling/FoodAdditivesIngredients/default.htm
Dottoressa Antonella Alfieri, Biologo nutrizionista e autrice di The Family Food, ricette naturali per famiglie incasinate, Mental Fitness Publishing
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
L’approccio educativo di Maria Montessori pone l’accento sul bambino, inteso come individuo pensante e dotato di emozioni, e sul suo benessere psico-fisico, e propone diversi materiali da utilizzare in vari modi per aiutare il piccolo a stimolare una particolare sensazione in un dato momento. La calmin jar, conosciuta anche come il barattolo della calma, è una di queste.
Tra i materiali che il metodo Montessori propone c’è anche la calming jar, meglio come cosciuta come il barattolo della calma, una sora di contenitore che serve a riportare il bambino in una condizione di calma ed equilibrio dopo un momento burrascoso e difficile.
Questo strumento aiuta i bambini a ritrovare la tranquillità e a predisporli in un atteggiamento positivo all’ascolto nei confronti di un’insegnante o dello stesso genitore: basteranno pochi minuti e il bambino con questo barattolo troverà calma e serenità. Vediamo quindi di cosa si tratta nello specifico.
La calmin jar altro non è che un semplice barattolo che contiene brillantini colorati, proprio di quelli che si usano per le decorazioni e i lavoretti fai da te. Per utilizzarla basta scuoterla e lasciare che il bambino osservi i brillantini che cadono lentamente sul fondo, proprio come succede con le sfere di Natale piene di neve.
L’uso di questo barattolo è importante soprattutto quando il bambino ha vissuto un momento negativo, come un litigio o un brutto pianto, e ha bisogno di ritrovare la calma e la serenità. Quando il piccolo sarà più tranquillo, sarà più facile per lui cercare di spiegare a parole cosa è successo, o che cosa lo ha fatto arrabbiare, e più semplice per il genitore gestire la situazione. In generale è utile proporre la calming jar prima della nanna.
Potete realizzare questo strumento a casa, in modo molto economico, e con questi semplici materiali:
1 barattolo di vetro con coperchio
2 cucchiai di colla glitter (non usate la colla vinilica bianca)
9 cucchiai di brillantini colorati
acqua calda
shampoo
Per realizzare la calming jar dovrete per prima cosa versare un po’ di acqua calda nel barattolo e un po' di shampoo nelle stesse proporzioni, a occhio in base alla capienza, insieme alla colla e ai brillantini, che dovrete aggiungere a poco a poco. Ripetete l’operazione, mescolando sempre con cura, e ricordate che il barattolo non dovrà essere riempito fino all’orlo: bisogna lasciare un po’ di spazio nella parte superiore per poterlo agitare e smuovere i brillantini al suo interno.
L’acqua e la colla dovranno essere dosate nel modo corretto: il mix giusto lo otterrete quando la colla non si appiccicherà sul fondo del barattolo incollando i brillantini, ma quando acqua e colla formeranno una soluzione liquida ma non troppo, all’interno della quale i brillantini saranno liberi di muoversi.
La scelta del colore dei brillantini è molto importante, soprattutto se si prendono in considerazione i principi della cromoterapia, secondo la quale una particolare cromia è in grado di influenzare umore e stato d’animo. Secondo i suoi dettami, quindi, il blu, l’azzurro e il verde sono i colori che meglio favoriscono la calma, il relax e la pace interiore e sono quindi perfetti per questo genere di creazione.
La redazione di mammapretaporter.it
Foto credits: http://familysponge.com/parenting/inspired-parenting/calm-down-jar/
http://crabandfish.blogspot.it/2012/08/diy-calming-jar.html
Si può costruire un luogo completamente a misura di bambino in cui i piccoli possano giocare felici e in libertà? A quanto pare sì, anzi, è quello che è successo a Tokyo nell’ambito del progetto “L’asilo più bello del mondo”, un’iniziativa volta a creare uno spazio alternativo per far giocare i bambini in un ambiente stimolante e continuamente in contatto con la natura.
E' progetto messo a punto dall’architetto Takaharu Tezuka a Tokyo per soddisfare tutte le esigenze dei bambini e per regalare loro un luogo dove possano sentirsi felici e spensierati anche se in un contesto scolastico.
“Bisogna pensare come un bambino”, questa la frase che lo stesso architetto ha pronunciato nel corso della presentazione per spiegare il perché di questo progetto tanto ambizioso quanto incredibilmente innovativo e creativo.
L’asilo si chiama Fuji Kindergarten, sorge poco fuori dalla città e ha una forma ovale. Al suo interno i bambini possono correre all’infinito, in mezzo a tanto verde e a molti alberi che crescono proprio tra una classe e l’altra.
All’interno di questo spazio, insomma, ci si può muovere liberi in una sorta di circolarità che non finisce mai. I bambini giocano e si rincorrono senza mai trovare ostacoli e possono anche scendere e salire dai tetti grazie a un sistema sicuro di scivoli e scale. E a proposito di sicurezza, sono anche previste delle strutture sotto le quali i bambini possono ripararsi in caso di calamità improvvisa eterremoti.
Infine, un’alta chicca molto innovativa di questo asilo, e spazio creativo, è la possibilità data ai bambini, e agli insegnanti, di cambiare mensilmente la disposizione dei mobili. La scuola è piena di scatole di legno multifunzione, costruite con un materiale molto leggero chiamato “kiri”, che hanno la funzione di sedia, ma che, all’occorrenza, possono anche diventare lo spunto creativo per un gioco di assemblaggio.
La redazione di mammapretaporter.it
Fino al 16 novembre è possibile visitare, alla Tipoteca Italiana di Cornuda, una bellissima mostra dedicata al pane e al vino. Tra le aziende protagoniste ci sarà anche Germinal Bio, che proporrà diverse testimonianze sulla riscoperta di farine, grani e cereali e il loro giusto utilizzo nell’alimentazione quotidiana.
La mostra si propone essere un bellissimo e interessante viaggio attraverso la storia delle abitudini alimentari dell’uomo ed è curata dal Prof. Danilo Gasparini, docente di Storia dell’Alimentazione all’Università degli studi di Padova.
L’obiettivo è quello di riscoprire insieme le radici della nostra tradizione agroalimentare attraverso i secoli e approfondire gli aspetti culturali legati alla coltivazione e alla lavorazione dei cereali e della farine.
L’azienda Germinal Bio partecipa inoltre all’iniziativa come produttrice d’eccellenza di alimenti biologici e realtà attenta all’uso e alla lavorazione dei grani antichi, come l’amaranto, il farro, l’orzo, l’avena e la quinoa.
Il marchio Germinal Bio propone prodotti rigorosamente biologici, ricchi di fibre, senza zucchero, non contenenti allergeni e indirizzati a un consumatore attento alla qualità degli alimenti e alle singole componenti.
Durante gli incontri che la mostra propone, verrà raccontata la storia millenaria di varietà di cereali come l’avena e il grano saraceno, utilizzati sin dai tempi antichi grazie all’elevato apporto proteico che offrono e coltivati per millenni dalle popolazioni indigene per realizzare alimenti privi di glutine.
La redazione di mammapretaporter.it
Il cd. Jobs Act, costituito da un complesso di norme volte a riformare alcuni dei nostri più importanti istituti del diritto del lavoro, ha portato alcune importanti modifiche del Testo Unico in materia di tutela e sostegno alla maternità e paternità (D.lgs. 26 marzo 2001, n. 151).
I terzo provvedimento emanato nell'ambito di questa ampia riforma denominata Jobs Act, il D.lgs. 15 giugno 2015, n. 80, modifica parte delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità consentendo una maggiore flessibilità nella fruizione dei congedi parentali, in modo da favorire i genitori nella gestione del loro tempo e tenendo conto delle esigenze di cura del bambino oltre che del lavoro, e introduce, fra l’altro, congedi particolari per le donne inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere.
Del resto, sono più di 20 anni che il Consiglio di Europa invita gli Stati membri ad adottare tutte le misure volte a favorire donne e uomini a conciliare la loro vita professionale con i loro impegni familiari, derivanti dalla cura e dall’educazione dei figli, sostenendo in maniera esplicita che la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro non è tema che deve riguardare soltanto le donne, ma tutti i lavoratori, indipendentemente dal genere.
Per entrare nello specifico, dal 25 giugno di quest'anno (data di entrata in vigore del decreto n. 80/2015), le neo-mamme, in caso di parto prematuro, potranno superare superare il limite complessivo di 5 mesi di astensione obbligatoria (per intenderci, i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e i 3 successivi al parto) aggiungendo i giorni non goduti prima del parto avvenuto in data anticipata rispetto a quella presunta.
Inoltre, la madre può chiedere la sospensione del congedo di maternità post partum nel caso in cui il neonato venga ricoverato presso una struttura sanitaria, sia pubblica che privata. Potrà quindi godere del congedo di 3 mesi (o del periodo rimanente) a partire dalla data di dimissione del bambino dalla struttura.
È stato poi esteso, in generale, da 8 a 12 anni del figlio il periodo di fruibilità dei congedi parentali. Ricordiamo infatti che per ogni bambino nei suoi primi anni di vita, (prima erano 8 e adesso sono 12), ciascun genitore, ha diritto di astenersi dal lavoro per un periodo di 6 mesi, elevabili a 10 nel caso vi sia un solo genitore, parzialmente retribuito, nella misura del 30%, se fruito entro il sesto anno di vita del bambino (prima della riforma, il limite era entro il terzo anno). Peraltro, il decreto 80/2015 prevede anche che ciascun genitore possa scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria, nei termini stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale o aziendale e, in ogni caso, con un preavviso al datore di lavoro non inferiore a cinque giorni nel caso di congedo giornaliero, non inferiore a due giorni nel caso di congedo su base oraria.
In tale quadro normativo vi è poi una pressoché totale equiparazione fra genitori naturali e genitori adottivi o affidatari. Ad esempio, il divieto di adibire al lavoro notturno si estende alla lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia e, parimenti sono stati elevati a 12, dal momento d’ingresso del minore nella famiglia adottiva o affidataria, gli anni entro cui godere del congedo parentale.
Anche in materia di dimissioni volontarie presentate durante il periodo in cui è previsto il divieto di licenziamento (che dura fino al compimento di un anno del bambino), sono state introdotte alcune novità: la lavoratrice ha infatti diritto alle medesime indennità previste dalle norme di legge e contrattuali in caso di licenziamento e le lavoratrici ed i lavoratori che presentano le dimissioni durante il periodo in questione non sono tenuti al preavviso.
Infine, viene ampliato il diritto alle indennità di maternità a tutte le categorie di lavoratrici, anche a quelle iscritte alla Gestione Separata dell’INPS (le lavoratrici autonome, prive di un contratto di lavoro subordinato) e anche nel caso in cui il datore di lavoro non abbia versato i relativi contributi.
In osservanza della sentenza della Corte Costituzionale del 14 dicembre 2001, n. 405, si rende esplicito che l’indennità di maternità è corrisposta anche nei casi di licenziamento per giusta causa della lavoratrice, oltre ai casi di cessazione dell’attività aziendale e di scadenza del termine del contratto di lavoro.
Costituisce invece una assoluta novità il diritto per le donne vittime di violenza di genere di chiedere un congedo di tre mesi, anche non continuativi, che, oltre ad essere interamente retribuito, concorre
ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio, della maturazione delle ferie, della 13ma mensilità e del TFR.
Avvocato Stefano de Santis
Le bottiglie sensoriali sono strumenti che, secondo il metodo Montessori, aiutano il bambino a sviluppare i sensi in modo armonioso e giocoso. Si possono realizzare anche a casa e con pochi materiali a disposizione, senza necessariamente spendere una fortuna, e sono un modo utile e molto immediato per avvicinare il bambino alla curiosità e all’esplorazione di quello che lo circonda. Qui trovi tutte le informazioni per creare delle bottiglie sensoriali a casa propria.
Secondo il metodo Montessori è importante che il bambino inizi sin da subito a familiarizzare con la percezione del mondo esteriore attraverso l’esercizio dei sensi, con tutta la curiosità annessa che ne scaturisce. Per questo motivo, secondo la pedagogia montessoriana, gli oggetti hanno un’importanza fondamentale: sono veicolo di curiosità, conoscenza e scoperta.
Le bottiglie sensoriali montessoriane, proprio a questo proposito, sono bottiglie di plastica trasparenti all’interno delle quali si possono alloggiare diverse tipologie di materiali per aiutare il bambino a stimolare i sensi, la vista e l’udito in particolare. La bottiglia è sempre chiusa con un tappo per fare in modo che il bambino possa prenderla in mano, capovolgerla e osservare gli oggetti al suo interno muoversi dolcemente.
Si tratta di oggetti che tutti possono costruire manualmente a casa; basta procurarsi una bottiglia di plastica trasparente, i materiali che si desiderano inserire all’interno e, in aggiunta, colla o acqua se si vuole creare un effetto fluttuante.
Il bambino potrà giocare con queste bottiglie, già a partire dai sei mesi d’età, con l’obiettivo di scoprire elementi sempre diversi e stimolare i suoi sensi. Le bottiglie si dividono in sonore, olfattive e visive, a seconda del tipo di materiale che desiderate sistemare al loro interno.
La scelta del motivo che avrà la bottiglia è assolutamente soggettiva e può spaziare da uno strumento sonoro, con oggetti che provocano suoni o rumori all’interno della bottiglia, a un’ampolla sensoriale che ricrea l’alternarsi delle stagioni, del tempo atmosferico o i diversi paesaggi della natura. Per rendere meglio l’idea abbiamo selezionato per voi ben 8 bottiglie sensoriali originali, creative e fai da te.
1. Bottiglia sensoriale che riproduce le condizioni atmosferiche (sole, vento, pioggia, tempo nuvoloso e nevoso)
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2. Ampolla sensoriale per riconoscere i diversi paesaggi della natura: la savana, il fiume, la prateria e la campagna
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3. Bottiglie sensoriali con perline colorate
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4. Bottiglie sensoriali con frutti e foglie autunnali
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5. Bottiglie sensoriali con cotone imbevuto di aromi per riconoscere gli odori
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6. Bottiglia sensoriale che riproduce l’ecosistema marino
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7. Bottiglie sensoriali con dadi e palline colorate
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8. Bottiglie sensoriali con palline, semi e pon pon colorati
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La redazione di mammapretaporter.it
Il cavolo viola si coltiva soprattutto in Sicilia, dove viene chiamato “il violetto di Sicilia”, ed è un alimento di nicchia dalle molteplici proprietà nutrizionali e benefiche. È un incrocio tra il broccolo e il cavolfiore comune, è ricco di antociani, che gli conferiscono il suo classico colore, e il suo utilizzo in cucina, oltre a essere raccomandato perché sano e nutriente, è anche molto scenografico, dato che l’originalissimo colore viola dona ai piatti carattere e bellezza. Ottimo nella nostra ricetta di estratto di cavolo viola!
È ricco di sostanze nutritive
Il cavolo viola è ricco di carotenoidi antociani, che hanno un’azione anti ossidante e sono preziosi per il benessere del corpo. È inoltre ricco di vitamina C, vitamina A e selenio, prezioso per rafforzare il sistema immunitario.
Combatte i radicali liberi
Il suo colore viola è dovuto alla presenza di antociani, sostanze dalla preziosa azione che aiutano a combattere i radicali liberi, i capillari, come tutti i frutti rossi del resto, e a prevenire le infiammazioni.
Riduce il rischio di molte malattie
Gli antociani sono associati alla riduzione di numerosi rischi patologici, come la pressione alta, le malattie cardio-circolatorie, l’Alzheimer e i tumori.
È ricco di fibre
Le fibre contenute nel cavolo viola hanno un buon effetto per ripristinare la flora batterica intestinale, per regolare il transito delle feci e per prevenire la stipsi e alcune forme di tumore del colon retto.
È un alimento con poche calorie
Perfetto all’interno di un regime alimentare sano, il cavolo viola è un alimento poco energetico e quindi perfetto per mantenersi in forma. Ha un apporto principale di glucidi, proteine e piccole parti di lipidi. I carboidrati che contiene sono fruttosio e peptidi, con un basso valore biologico.
Regola il colesterolo nel sangue
Oltre a un buon effetto anti ossidante e anti cancerogeno, il cavolo viola, grazie ai suoi pigmenti fenolici, molto concentrati in questo alimento, ha un effetto benefico sul metabolismo e sull’azione regolatrice del livello di colesterolo nel sangue.
Elimina le tossine nel corpo
Grazie all’alto contenuto di vitamina C e zolfo, anche il cavolo viola, come gli altri alimenti della stessa famiglia, è un alleato perfetto per eliminare le impurità del corpo, come le tossine e l’acido urico, principali cause di malattie della pelle e reumatismi.
La redazione di mammapretaporter.it
Foto credits: http://www.gingerandtomato.com/ricette-verdure-le-ricette/cavolo-bianco-cappuccio-viola-verza-differenza-ricette-foto/
Mamma Pret a Porter non è una testata medica e le informazioni fornite hanno scopo puramente informativo e sono di natura generale, esse non possono sostituire in alcun modo le prescrizioni di un medico o di un pediatra (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, fisioterapisti, ecc.) abilitati a norma di legge. Le nozioni sulle posologie, le procedure mediche e le descrizione dei prodotti presenti in questo sito hanno un fine illustrativo e non devono essere considerate come consiglio medico o legale.
Riuscireste a immaginare un’apecar che raccoglie e distribuisce latte materno per i bimbi appena nati? Si tratta di una nuovissima iniziativa, un servizio europeo di raccolta di latte a domicilio per i bambini neonati che hanno bisogno di latte materno, soprattutto se sono prematuri.
Quando pensiamo allo street food pensiamo subito a cibi golosi e sfiziosi da mangiare per strada. Non in questo caso, però, perché ci riferiamo a un’apecar che se va in giro a raccogliere e a distribuire latte materno per i bambini appena nati.
Il progetto si chiama Human Milk Link ed è il primo servizio europeo di raccolta a domicilio di latte materno. Il latte viaggia all’interno dell’Ape Milk, progettata da VS Veicoli Speciali, un’azienda leader nell’allestimento di veicoli per il commercio di cibo su strada.
L’iniziativa è decisamente on the road, è insolita e molto innovativa e capace di collegare il concetto di street food a un intento sociale e solidale. L’obiettivo è quello di favorire la donazione di latte umano, prezioso soprattutto per i neonati prematuri.
A promuovere il progetto è l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato, in collaborazione con Sitar, azienda sponsor di Human Milk Link. L’iniziativa è già stato presentata a Expo e ha già preso vita a Milano dall’inizio del mese di ottobre, con la promessa di essere replicata con lo stesso format anche a Roma, Torino, Firenze, Bari e Palermo.
L’Ape Milk milanese effettua la raccolta di latte delle neomamme che vogliono aderire a questa iniziativa. Il latte viene trasportato all’interno di una cella frigorifera e verrà consegnato alle Banche del latte della Lombardia, che hanno il compito di trattarlo e distribuirlo in modo gratuito, attraverso gli ospedali, ai bambini che ne necessitano.
Ogni goccia di sangue materno può salvare la vita a un bambino, soprattutto se il latte è di una mamma che ha partorito da poche settimane e specie se destinato a un piccolo nato prematuro, la cui madre ha difficoltà a produrre una quantità di latte adeguata a causa dello stress e del distacco prolungato dal bimbo che è ricoverato.
La redazione di mammapretaporter.it
Le bottiglie sensoriali montessoriane sono giochi semplici e creativi che potete anche realizzare a casa utilizzando bottiglie di plastica, materiali e vari oggetti di riciclo. Il procedimento per realizzare questo giocattolo è molto semplice, non richiede molto tempo e vi permette di creare uno strumento che sarà molto utile al bambino per sviluppare la sua curiosità e affinare i sensi.
Le bottiglie sensoriali sono un ottimo gioco da proporre ai bambini, anche dai sei mesi d’età, per aiutarli ad affinare i sensi e coltivare la loro curiosità. Il principio base della bottiglia sensoriale è che deve essere maneggiata in modo semplice, e per questo deve essere abbastanza leggera, perché il bambino possa essere attratto da quello che vede all’interno, scuotendo anche il contenitore nel caso racchiuda oggetti che producono un determinato suono.
Per realizzare una bottiglia sensoriale homemade serve per prima cosa una bottiglia di plastica trasparente, da mezzo litro andrà benissimo, o in alternativa una bottiglia contenitore un po’ più bassa e dalla forma bombata che assomigli a un’ampolla.
Poi dovrete scegliere il materiale che volete mettere all’interno della bottiglia; questo passaggio è soggettivo e varia molto dal tipo di gioco che volete realizzare, per esempio una bottiglia sonora, oppure un contenitore che incuriosisca il bambino dal punto di vista visivo. In genere i materiali più utilizzati sono:
Fagioli secchi o riso (che fanno rumore)
Perline o palline colorate (che attirano la vista)
Chicchi di caffè, pasta o semi (sono piccoli e fanno rumore)
Quando avrete scelto i vostri materiali, lavate accuratamente la bottiglia di plastica e controllate che si possa richiudere bene e in modo sicuro: qualsiasi sia il contenuto della bottiglia dovrete essere sicuri che rimanga chiuso ermeticamente nella bottiglia.
A questo punto riempite la bottiglia con i materiali che avete scelto e il gioco è fatto, nella sua versione più semplice. Per realizzare una bottiglia sensoriale un po’ più complessa e di grande impatto estetico potete infatti anche utilizzare l’acqua, unita alla colla per ottenere un effetto più omogeneo, e alcuni brillantini colorati.
Ricordatevi però di non utilizzare l’acqua nel caso abbiate scelto di inserire nella bottiglia la pasta, il riso, i chicchi di caffè e qualsiasi altro alimento che al contatto con l’acqua si deteriorerebbe rovinando il gioco che avete costruito. Fate attenzione anche a sigillare per bene il tappo, se necessario anche con della colla e il nastro adesivo, per essere sicuri che niente fuoriesca dalla bottiglia.
Detto questo, buon lavoro e buona creazione! Lo scopo del gioco è che la bottiglia produca rumori differenti o faccia risaltare i colori; il bambino sarà così stimolato e incuriosito e non vedrà l’ora di sperimentare la sua bottiglia.
La redazione di mammapretaporter.it
Foto credits: http://carrotsareorange.com/sensory-bottles-babies/
Abitando in campagna, è ormai consuetudine andare in cascina a vedere gli animali con le mie bambine prima di rientrare a casa.
Vediamo spesso scenari bucolici di vacche (così devono essere chiamate!) in attesa, vitellini che vengono allattati, sentiamo spesso i pianti disperati di queste madri che vengono allontanate dai loro piccoli a sei mesi di vita per “l’ingrasso”- il nostro svezzamento-, ma la scorsa settimana ci siamo imbattute in una scena che mi ha colpito parecchio, sia da mamma che da ostetrica...
Era nato da poche ore un vitellino ed era nel recinto con la sua mamma: si reggeva a fatica sulle zampe.
La mamma vacca era molto agitata, muggiva al vitellino...non capivo se per rimproverarlo o spronarlo ad alzarsi.
Dopo qualche minuto il vitellino con gran impegno riesce ad alzarsi, si avvicina alla madre diretto alle mammelle...ma lei che fa?! Muggisce e si scansa dalla parte opposta...e questo per diverse volte.
Chiedo al fattore il motivo di questo atteggiamento...che mi lascia perplessa...e lui mi racconta che quella vacca ha avuto un parto difficile, hanno dovuta aiutarla a partorire, che è stanca, ha dolore e non vuole allattare il vitellino. Mi racconta che se entro sera non si decide ad allattare il cucciolo il fattore è costretto ad intervenire per aiutare il vitellino ad attaccarsi alle mammelle della madre.
Accade spesso mi dice!
Pazzesco penso io! E così ripenso a tutte le mamme... umane!
Quante volte si sente dire “ma è così naturale”...allattare, partorire, svezzare....
Ho sperimentato che è proprio la natura che prevede la fatica, il dolore, e perché no, a volte, il rifiuto verso il neo-nato, e soprattutto in tutto questo , quanto è “naturale” e fondamentale avere il sostegno di qualcuno che aiuta la madre ha ritrovare il contatto e costruire il rapporto per il piccolo.
La stanchezza della fine-gravidanza, del travaglio, del parto o del taglio cesareo, del mancato sonno, il senso di inadeguatezza...proiettano noi madri in una situazione completamente diversa: spesso ci si sente irriconoscibili anche ai nostri occhi sia per i pensieri che per le azioni (tutte le madri possono capire queste parole), gli stessi compagni e familiari sdrammatizzano le nostre lacrime, le nostre paure ed ansie.. e questo ci fa sentire più sole.
L’ostetrica è quella figura professionale sanitaria che sa ascoltare, confortare, sostenere, accompagna la madre in quel nuovo percorso così unico, così emozionante, così travolgente della maternità, attraverso un percorso consapevole, informato e responsabile.
#osterica
Daniela Pergola
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